Libri

Poesia

 

NOVITÀvolto

Il volto quasi umano
Paolo Valesio

Leggendo i versi de Il volto quasi umano di Paolo Valesio ho ricavato personalmente un’impressione di salda lievità, un passo sicuro che tuttavia non scorda di sondare bene passo dopo passo la corda di senso e di coerenza che tiene sospesi nel tempo attuale, salvandoci sia dal tonfo che dall’inconsistenza dell’aria. È per questo forse che il quadro più bello, emblematicamente e suggestivamente indicato dall’autore, è “La sepoltura del conte di Orgaz”, perché in quella conciliazione mirabile di tinte e nuances, ombre e luci, è racchiusa la sintesi dell’esistere e del resistere, l’ottica concreta e ideale in cui si può esclamare “non ho mai visto più vicini/ quelli del cielo e quelli della terra”. Ombre e luci, guerra e amore, il divino e l’umano, le tinte essenziali che danno corpo allo spirito e vita al corpo, vengono tratteggiate con attenta precisione da Paolo Valesio nelle poesie di questa sua raccolta. Senza sperare in improbabili panacee, con consapevolezza onesta e lucida di artista, ma anche senza rinnegare la parola, la voce, la ricerca di un significato che trova il suo cielo e la sua terra nell’arco stesso del dire, nell’atto di essere presente, perfino nella rivolta contro un presente che “nel crepuscolo mentale” trionfante conserva forse, nello spazio vitale di un verso, “un sussulto di dignità”.

Lombar Key, 2009, pp. 260.

 

girasole

Il cuore del girasole
Paolo Valesio

“La poesia di Valesio, lasciate le molte forme di riflessione che in precedenza la animavano e talvolta la chiudevano, qui accetta una sfida. Nel farsi dardo, giaculatoria laica e però sfrontata nel dialogo con Dio, la poesia trova una quasi violenta libertà. Non intende né persuadere, né vellicare intelletti, né esibirsi in manfrine sentimentali. No, c’è una tensione, una fame, un dire ben sapendo che si può perdere tutto. E non solo perdere la considerazione dei letterati di professione o dei moralisti barbosi. Soprattutto perdere l’idea che si aveva finora di se stesso.” (Davide Rondoni)

Marietti, 2006, pp. 180.

 

Every Afternoon Can Make the World Stand Still
Paolo Valesio

Gradiva, 2002, pp. 69.

 

avventure

Avventure dell’uomo e del figlio
Paolo Valesio

Già autore di otto libri di poesia, Paolo Valesio ha raccolto in questo volume alcuni testi scelti dalla sua produzione poetica. Nei suoi versi la realtà si proietta, attraverso una rete di relazioni e di rimandi, in una dimensione deformante ma non irreale. È proprio in questa dimensione, infatti, che il lettore riconosce i temi più profondi della poetica di Valesio, e può seguire il poeta nel suo cammino che è continua ricerca dei significanti e dei mezzi espressivi necessari per comunicarli. Scrive Giuliano Manacorda «… l’operazione letteraria di Valesio viene condotta con l’ attenzione rivolta prevalentemente alla lingua e cioè alla sua frantumazione in lacerti sintattici brevi o brevissimi …»

Caramanica, 1996, pp. 96.

 

Madrigali
Paolo Valesio and Gianfranco Maretti

Book Editore, 1996, pp. 65.

 

Nightchant
Paolo Valesio

Snowapple Press, 1995, pp. 160.

 

 

Narrativa

Dialogo coi volatili
Paolo Valesio

Cronopio, 1997, pp. 143.

dolore

 

 

Il regno doloroso
Paolo Valesio

Spirali, 1983, pp. 236.

 

L’ospedale di Manhattan
Paolo Valesio

Editori riuniti, 1978, pp. 185.

 

 

Critica

Dal Po al Potomac. Esperienze di poesia e poetica italiana in America
Luigi Fontanella, Paolo Valesio, Mario Moroni

Il Grappolo, 1998, pp. 100.

 

dark flameGabriele d’Annunzio: The Dark Flame
Paolo Valesio (Translated by Marilyn Migiel)

In this book, Paolo Valesio aims to provide a re-examination of d’Annunzio’s philosophical and poetic thought that will lead the reader to a fuller appreciation of the aesthetic value of his vast literary output. Valesio addresses critically all the major genres in which d’Annunzio expressed himself.

Yale University Press, 1992, pp. 288.

 

Ascoltare il silenzio. La retorica come teoria
Paolo Valesio

Il Mulino, 1986, pp. 508.

 

novantiqua

Novantiqua: Rhetorics as Contemporary Theory
Paolo Valesio

Indiana University Press, 1980, pp. 321.

 

 

 

allitterazione

Strutture dell’allitterazione.
Grammatica, retorica e folklore verbale

Paolo Valesio

Zanichelli, 1967, pp. 436.

 

 

auerbach euro lit

Scenes from the Drama of European Literature
Eric Auerbach, Foreward by Paolo Valesio

In his foreword to this reprint of Erich Auerbach’s major essays, Paolo Valesio pays tribute to the author with an old saying that he feels is still the best metaphor for the genesis of a literary critic: the critic is born of the marriage of Mercury and Philology. The German-born Auerbach was a scholar who specialized in Romance philology, a tradition rooted in German historicism – the conviction that works of art must be judged as products of variable places and times, not from the eye of eternity, nor by a single unchanging aesthetic standard. The mercurial element in Auerbach’s work is significant, for in a life of motion – of exile from Hitler’s Germany – he came to believe that literary history was evolutionary, ever-changing – a view reflected in the title of his book, which suggests life and literature are historical drama. Auerbach is best known for his magisterial study Mimesis: The Representation of Reality in Western Literature, written during the war, in Istanbul, when he was far from his own culture and from the books that he normally relied on. In 1957, just before his death, he arranged for the publication in English of his six most important essays, in a volume called Scenes from the Drama of European Literature. As in Mimesis, Auerbach’s fresh insights bring to the disparate subjects of the essays a coherence that reflects the unity of Western, humanistic tradition, even while they hint at the deepening pessimism of his later years. In the first essay, “Figura,” Auerbach develops his concept of the figural interpretation of reality; applied here to Dante’s Divine Comedy, it also served as groundwork for his treatment of realism in Mimesis. A second essay on Dante’s examines the poet’s depiction of St. Francis of Assisi. The next three essays deal with the paradoxical nature of Pascal’s political thought; the merging of la cour and la ville – the king’s entourage and the bourgeoisie – chiefly in relation to the seventeenth-century French theater; and Vico’s formulation concepts by the German Romantics. In the final essay Auerbach confers upon Baudelaire’s Fleurs du Mal the designation “aesthetic dignity” because, not in spite of, the hideous reality of the peoms. “A major collection of important essays on European literature, almost all classics, and almost all required reading for their various centuries – thus the book is indispensable for the medieval period,the seventeenth and nineteenth centuries; in addition, the ‘Figura’ and the Vico essays are very significant theoretical statements. The book is lucid and far more accessible for undergraduates than, say, current high theory. Nor has Auerbach’s own work aged…. All of his varied strengths are evidence in this collection, which is a bettery way into his work than Mimesis.” – Fredric Jameson, University of California, Santa Cruz.

University of Minnesota Press, 1959, pp. 280.

 

 

Rivista

ipr

Italian Poetry Review
Società Editrice Fiorentina

Conclusasi l’esperienza di Yale Italian Poetry (1997-2005), nasce Italian Poetry Review (IPR), rivista plurilingue di creatività e di critica che si iscrive in un più vasto programma culturale localizzato alla Columbia University (New York) presso il Dipartimento di Italiano e la Italian Academy for Advanced Studies in America.

IPR esce a stampa una volta all’anno e, a partire dal numero II 2007, è edita a Firenze dalla Società Editrice Fiorentina. Si affianca alla rivista una collana di poesia e traduzioni intitolata Ungarettiana.

IPR accoglie testi principalmente in italiano e in inglese ed è la prima rivista stampata in Italia, ma creata e concepita negli Stati Uniti, dedicata alla critica e alla diffusione plurilinguistica della poesia italiana in un ampio contesto comparatistico.

Ogni numero di IPR, che si interessa a tutti i periodi della poesia italiana, si articola in varie sezioni: Poesie (testi originali, non tradotti, ma annotati, di poeti italiani ampiamente riconosciuti e di autori non canonici o emergenti), Traduzioni (da e in italiano), Tra prosa e poesia (poemetti in prosa, racconti brevi intensamente scritti, atti unici), Poetologia e critica (saggi critici sulla poesia, interviste), Recensioni, e Libri ricevuti. IPR pubblica a volte anche una sezione di Inchieste in cui si affrontano specifici problemi di poesia e di poetica.

IPR si propone di stabilire un dialogo tra lettori specialisti e non-specialisti di poesia. La nostra rivista guarda alla letteratura italofona globale che si estende dalle sue origini fino alle opere iper-contemporanee, e che interagisce con altri linguaggi artistici sia all’interno sia fuori dell’Italia.

www.italianpoetryreview.net

 

Libri su Paolo Valesio

idee poetanti

Per una storia della poesia di Paolo Valesio
Giorgio Luzzi

Questa monografia critica adotta la insolita configurazione a capitoli paralleli rispetto alla cronologia dei libri presi in considerazione. Si tratta, in un certo senso, anche di una forma di “narrazione” di una esperienza di attraversamento. Attraverso questo viaggio scorrono infatti, assieme alle complesse e inquiete linee evolutive del lavoro del poeta bolognese, le coordinate specifiche del gusto, della sensibilità, delle predilezioni che costituiscono l’identità del critico. Giorgio Luzzi, coetaneo di Valesio, e a propria volta impegnato da sempre anche in una attività assidua ed elaborata di scrittura in versi, sceglie una metodologia non rigida né tantomeno dogmatica, non respinge le istanze di una attitudine multidisciplinare, non si rifiuta di dare voce ai legami associativi tra gli esiti dei testi analizzati e il complesso dei materiali culturali, sintomatici, epocali, di cui i testi stessi frutti di un tempo reso più acuto dalla frequentazione congiunta della tradizione italiana e della fertile e irrequieta realtà nordamericana sono sintomaticamente, e sotto certi aspetti non sempre deliberatamente, portatori.

Gedit, 2008, pp. 144.

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