CODEX ATLANTICUS XVI: Bologna, 6 maggio 2017

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CODEX ATLANTICUS XVI

Bologna, 6 maggio 2017

Leggo su “Le Monde” di oggi una variante più, come dire, aggraziata del già citato “Ni peste ni choléra”. L’articolo descrive un corteo giovanile che canta in coro:

Ni Marine ni Macron
ni patrie ni patron

(con tanto di rima e di allitterazione). E nello stesso numero del giornale un lungo articolo di Catherine Vincent, Choisir de ne pas choisir, analizza seriamente la questione del “voto bianco”; e cita fra l’altro il parere di un sociologo politico (Jérémie Mowalek), secondo il quale le elezioni oggi sono diventate semplicemente uno strumento di legittimazione dei governi, e riconoscere il voto bianco significa “dare un’altra dimensione filosofica alle elezioni […] mettendo più sfumature e più complessità nei nostri procedimenti elettorali”.

È da anni, in verità, che qualche solitario ha tentato di sviluppare una riflessione su questo “voto bianco”. (Mi permetto di ricordare vari articoli su questo argomento pubblicati sul quotidiano online “ilsussidiario.net”).

 

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