Stigma

Presento l’ultima aggiunta alla mia raccolta poetica in corso, Esploratrici solitarie.

STIGMA

Al Testimone mai è piaciuto
recitare
il Pater Noster con le mani aperte  —
palme rivolte in alto
come piccole acquasantiere
e braccia lievemente
discostate dai fianchi.
Preferisce tenere
strettamente congiunte le mani
(“mani giunte”, la madre gli diceva).

Ma adesso comincia a sentire
che non solo per fedeltà antica
le sue mani si chiudono e a volte
si serrano fortemente.
Ora accade che quando lui si guarda
le palme aperte in momenti
di ‘oziosa’ contemplazione
(che sono poi gli istanti
nei quali il pensiero si profonda
e va per sue vie) –
momenti in cui  le palme
fragili e fresche contrastano
con il dorso di mano chiazzato
da macchie di anzianità  —
gli accade di pensare che accadrebbe
se le palme improvvise si forassero:
e al pensiero dell’eccessiva
benedizione di fulmine
un attimo lo assale
che è di terrore sacro.

Riverside Drive
Manhattan                                                      5-6 ottobre 2014

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