Esploratrici solitarie

Il sogno dell’impero

Un giovane-incerto-se-votare
a un tavolino di caffetteria.
Giornale del mattino dispiegato.
I problemi rispettabili
scorrono in crawl:
— aumentare
produttività e competenze
—  che fare
con  il debito e con le tasse
con l’energia e il  clima e la migra.
Questo yakyakyak lo appisola, e sogna  ———-

La scala alta e angusta rossiccia di deserto
nuovomessicano e arizoniano
che porta alla piramide del tempio
ma il tempio ha ingoiato la piramide
e la statua del dio ha mangiato il tempio:
dio cannibale bocca-sempre-aperta
con gli angoli delle labbrone
che grondano di sangue —————–

Risvegliato, riscosso di colpo, esclama:
“È lui il sottaciuto e il celato
dietro i problemi,
esso è che dissangua i cittadini!”
Gli altri scaffettanti stornano gli occhi
imbarazzati da questo
gridìo improvviso
tranne la sua ragazza seduta lì di fronte:
“Ehi ciccio ma che cosa ti è successo?
Hai visto un incubo?”
E gli dà uno spintino
lui risponde con una spintarella
e cominciano a fare mucci mucci
e l’incubo principia a affievolirsi.

Hamilton Hall
(Columbia University)
Agosto-settembre 2012

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